La filosofia ed i bambini: un dialogo aperto

aprile 28, 2012 § Lascia un commento

 stefano vitale

Scuola attiva: un metodo, una pedagogia e magari anche una filosofia. Tutti siamo filosofi, tutti possiamo fare filosofia e partecipare alla scuola attiva “attivamente”. Ovvero attivando la mente. Perché le cose cambiano, ma cambiano in meglio se ragioniamo con la nostra testa. La filosofia dovrebbe pertanto fare parte dei programmi e delle preoccupazioni educative rivolgendosi ai bambini sin da piccoli.

La scuola è lo spazio della conoscenza e del dialogo. La scuola è il luogo delle domande fondamentali, non per forze delle risposte definitive. Dov’è la saggezza che perdiamo nella conoscenza? Dov’è la conoscenza che perdiamo nell’informazione? (T.S.Eliot)

In questo senso ha ragione Edgar Morin che sostiene che”la missione dell’insegnamento è di trasmettere non del puro sapere, ma una cultura per comprendere la nostra condizione, aiutarci a vivere, è una maniera di pensare in modo aperto e libero.

 

Il punto di partenza.

 

Non si tratta qui di dare una definizione “definitiva” della filosofia. Vorrei sottolineare che vi è necessità di filosofia quale indispensabile premessa che esprime, rende comunicabile e comprensibile la relazione che vi è tra un popolo e la sua cultura. La cultura potrebbe poi essere considerata quale espressione del senso intenzionale che ungruppo sociale attribuiscea se stesso ed alla sua relazione con il mondo esterno. Questo senso esiste solo attraverso forme e strutture (gesti, suoni, colori, oggetti, parole) che mediano gli elementi del contesto considerato. La filosofia sta dentro questo orizzonte. Oggi, la vera sfida culturale è l’Altro: uscire dal proprio guscio e dai propri pregiudizi ed osare servirsi del proprio intelletto. Compito “illuministico”, come si può capire, ma che rende attiva la relazione degli individui tra loro e con il proprio contesto. Penso che la “scuola attiva” possa essere tale se si apre ai problemi che stanno al di là delle nostre interpretazioni e della nostra visuale ristretta. Per i bambini è essenziale questa prospettiva.

 

Filosofia per bambini

 

Philosophy for Children (Matthew Lipman, 1969): è l’etichetta che proporre una nuova chiave di accesso al pensiero e alla filosofia intesa come disciplina che assume se stessa come contenuto e metodo di ricerca.Non è una filosofia in “fotocopia ridotta”, l’obiettivo non è neppure d’insegnare precocemente la filosofia ai bambini, ma di fare filosofia coi bambini.

L’orientamento di Lipman è metariflessivo e metacognitivo: usare il pensiero per pensare e per pensare sul pensiero.

La proposta è di meravigliarsi, per quanto possibile, valorizzando le potenzialità creative della riflessione dei bambini. Non basta stupirsi paternalisticamente per le intuizione dei bambini, occorre coltivare questa capacità attivamente.

D’altra parte la filosofia, come già diceva Aristotele, è arte della meraviglia, per divenire persone autonome, critiche, responsabili, come auspicavano maestri come Kant ed Hegel.

Esprimere una propria visione del mondo, darne un senso proprio, analizzare e de-costruire le pigrizie culturali ricevute è quel che importanti studiosi dell’educazione (Gardner, Bruner, Illich, Dewey, Freinet, Freire, Morin) hanno sempre cercato di sostenere.

Vorrei ricordareil lavoro, in Italia,di Massimo Mori, Sergio Viti ed AlfonsoM. Iaconoche coi loro libri (cito tra tutti “Una ciliegia tira l’altra”) e la loro azione concreta, hanno promosso nelle scuole, sin dalle materne, l’idea e lapratica della filosofia coi bambini intesa come “dialogo infinito”. Per loro la classe va pensata comecomunità di ricerca(come già dicevaBruno Ciari) che vive nel gioco delle continue domande e risposte,mai definitive. Unabella sfida per l’insegnate ed una bella linea da seguire contro il sonno della “creatività e motivazione educativa” di tanti docenti oggi.

Lo sfascio della scuola lo si contrasta anche con queste”lezioni”.

Purtroppo la nostra pedagogia dominante consiste nel riversare sui fanciulli risposte, senza che essi abbiano posto domande e alle domande che pongono non si dà ascolto. Karl Popper diceva che “ i ragazzi dovrebbero essereliberi di faredomande e l’insegnante rispondere che egli non sempre sa come rispondere. Impariamo ad essere intellettualmente onesti” .

Quale occasione migliore per la filosofia che disciplina che per sua natura (almeno nella nostra prospettiva) passa attraverso la coltivazione del dubbio che è anche stimolo alla ricerca.

Per fare filosofia coi bambini non occorre un obiettivo finale a priori da raggiungere, non  serve l’unanimità interpretativa, ma quel che conta è il viaggio che si ha il coraggio d’intraprendere.

 

Caratteristiche didattiche

 

Fare filosofia coi bambini è un modo per rendere la scuola attiva perché apre la strada ad alcuno aspetti fondanti della pratica didattica e della relazione insegnante/allievo:

 

A) carattere attivo-costruttivo dell’apprendimento che implica una modificazione della relazione docente/discente in senso paritario

B) incontro tra filosofia e pedagogia:  la filosofia come luogo concreto e vivo dove l’educazione concorre alla formazione globale della persona (logica, socialità, emozioni…)

C) scuola come luogo di formazione permanente: gli insegnanti scoprono la filosofia facendo filosofia coi ragazzi e sono costretti a rivedere le proprie idee e posizioni

D) aprire una strada al superamento della frammentazione del curriculum: con la filosofia a scuola, sin da piccoli, si agisce sulle abilità del pensiero (logica, etica, estetica, affettività) organizzando orizzonti di senso inediti, comuni ed aperti.

 

Ma tutto questo può fare paura. Si preferisce la sicurezza dei programmi rigidi, il silenzio degli allievi, la segregazione delle emozioni e delle idee, il binario grigio della ripetizione.

Ma chi ha provato queste esperienze ne è uscito trasformato, più consapevole del proprio ruolodi insegnante. E lascuolasi è messa in movimento.

 

 

Bibliografia e sitografia

 

Lipman M., Educare al pensiero, Milano, 2005, Vita e Pensiero.

Gopnik A. Il bambino filosofo, Bollati e Boringhieriu, Torino, 2009

A.M.Iacono e S.Viti, Le domande sono ciliegie, Manifestolibri, Roma ,2000

A.M.Iacono e S.Viti, Per mari aperti. Viaggi tra filosofia e poesia nelle scuole elementari, Roma 2003

Ferraro G. (a cura di), La filosofia spiegata ai bambini, Napoli, 2000, Filema.

M.Antonietta Monaco, Antonietta Paoletti e Katia Burlacchini, Fare filosofia con i bambini, Edizioni del Cerro, 2008

Cosentino A. (a cura di), Filosofia e formazione 10 anni di P4C in Italia, Napoli, 2002, Liguori

Martins Ekkenard, Filosofare con i bambini, Bollati e Boringhieri, Torino, 2007

Santi M, (a cura di) , Philosophy for children. Un curriculum per imparare a pensare, Liguori, Napoli, 2006

Sito delCentro di ricercaper l’insegnamento filosofico (CRIF), http://www.sophia.unical.it/crif.

Sito “Philosophy for Children”, http://www.filosofare.org.

 Naturalmente se cercate su google troverete una marea di esperienze interessanti.

 
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